20. EPILESSIA NEL CANE

EPILESSIA NEL CANE: DEFINIZIONI PRINCIPALI

COS'È L'EPILESSIA?

L'epilessia è la quarta malattia neurologica più comune e colpisce cani e persone di tutte le età.

L'epilessia è caratterizzata da attacchi imprevedibili, un singolo episodio viene chiamato crisi, se le crisi si ripetono nel tempo ad intervalli variabili, si parla di crisi epilettiche.

COSA SONO LE CRISI?

Le crisi epilettiche sono da considerarsi il sintomo clinico di un’improvvisa, eccessiva, non controllata attività neuronale della corteccia cerebrale. Un paziente viene denominato epilettico qualora tali crisi si presentino con una certa frequenza.

E LE CRISI A GAPPOLO?

Quando più crisi si ripetono nell'arco delle 24 ore si parla di "crisi a grappolo".

Rispetto a crisi singole, le crisi a grappolo rappresentano un peggioramento della sintomatologia

Nell'ambito delle crisi la manifestazione più severa, che espone il soggetto a reale rischio di morte è lo stato epilettico, una crisi che può durare da 10 minuti a molte ore, durante la quale il cane è costantemente incosciente.

COSA SI INTENDE PER FOCOLAIO EPILETTOGENO?

È quell'area del cervello, i cui neuroni presentano un’attività elettrica esagerata e incontrollata, possiamo immaginarlo come le "scintille" iniziale dalle quali si originano la crisi.

"Possiamo paragonare il cervello al cielo plumbeo prima del temporale, dove improvvisamente si sviluppano fulmini e saette, più sono grandi e numerosi, più saranno violente e gravi le crisi.

PERCHÈ SI SVILUPPANO LE CRISI

I neuroni all'interno del focolaio epilettogeno sono instabili e con una bassa soglia elettrica di attivazione, ciò significa che a differenza di altri neuroni, è sufficiente una minima dose di energia per eccitarli.

Questo è causato da uno squilibrio tra neurotrasmettitori eccitatori (glutammato) e inibitori (GABA e glicina), nel focolaio epilettogeno c'è una netta prevalenza dei primi.

PERCHÈ LE CRISI TENDONO A PEGGIORARE NEL TEMPO

I neuroni limitrofi al focolaio epilettogeno sono solitamente inibitori (GABA-ergici) e agiscono cercando di prevenire la propagazione della scarica elettrica epilettogena al restante parenchima nervoso.

Quando tale inibizione non viene eseguita con successo, lo stimolo elettrico abnorme "la scintilla" si propaga progressivamente, reclutando ed accendendo nuovi neuroni vicini.

Nei casi più gravi questo meccanismo può diffondere il processo in buona parte della corteccia cerebrale, dando origine a numerose crisi a grappolo e stati convulsivi.